| A proposito della lettera degli economisti |
| Scritto da Administrator,
03-08-2010 17:25
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Pubblicato in : Contributi, Testi |
di Guido Montani
European Economic Government and Fiscal Sovereignty The European Exit Strategy from Financial Crisis
The crisis in the Monetary Union is at a crucial turning point. On the 9th May the EU governments created a stabilization facility of 750bn euro in an attempt to avoid financial breakdown in heavily indebted member states but because France and Germany do not agree on the nature of European economic government there is a risk that this decision might turn out to be insufficient. The European Parliament, on the other hand, has for quite a time held the common position, recently reasserted by the leaders of the four main parties (People’s Party, Socialists, Liberals and Greens), that the only way to solve the complex problem of the present economic and institutional crisis is by resorting to the “Community Method” (or “federalist method”, according Jean Monnet). In brief, the European Parliament wants the Commission to become the EU’s “economic government”. But President Sarkozy and Chancellor Merkel do not agree. In their view the Council, not the Commission, should be the economic government of the EU.
Ultimo aggiornamento: 03-08-2010 17:27
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| Scritto da Virgilio Dastoli,
07-07-2010 16:50
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Pubblicato in : Notizie, Ultime |
Il 9 luglio 1980 Altiero Spinelli riunì al Ristorante “Crocodile” di Strasburgo otto eurodeputati che avevano accolto il suo appello: la Comunità deve riformarsi o perire, la responsabilità della crisi è dei governi, solo l'Europarlamento può elaborare un progetto per rendere la Comunità democratica ed efficace.
Ultimo aggiornamento: 07-07-2010 16:50
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| Nono Incontro europeo persone in povertà |
| Scritto da Administrator,
07-07-2010 16:15
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Verso un Piano di lotta contro la povertà e per l'inclusione sociale
a cura di Cilap Eapn Italia
leggi Ultimo aggiornamento: 07-07-2010 16:20
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| Scritto da Administrator,
07-07-2010 16:12
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Pubblicato in : Notizie, Ultime |
LA POLITICA RESTRITTIVA AGGRAVA LA CRISI, ALIMENTA LA SPECULAZIONE E PUO’ CONDURRE ALLA DEFLAGRAZIONE DELLA ZONA EURO. SERVE UNA SVOLTA DI POLITICA ECONOMICA PER SCONGIURARE UNA CADUTA ULTERIORE DEI REDDITI E DELL’OCCUPAZIONE Ai membri del Governo e del Parlamento Ai rappresentanti italiani presso le Istituzioni dell’Unione europea Ai rappresentanti delle forze politiche e delle parti sociali Ai rappresentanti italiani presso le Istituzioni dell’Unione europea e del SEBC E per opportuna conoscenza al Presidente della Repubblica
La gravissima crisi economica globale, e la connessa crisi della zona euro, non si risolveranno attraverso tagli ai salari, alle pensioni, allo Stato sociale, all’istruzione, alla ricerca, alla cultura e ai servizi pubblici essenziali, né attraverso un aumento diretto o indiretto dei carichi fiscali sul lavoro e sulle fasce sociali più deboli. Piuttosto, si corre il serio pericolo che l’attuazione in Italia e in Europa delle cosiddette “politiche dei sacrifici” accentui ulteriormente il profilo della crisi, determinando una maggior velocità di crescita della disoccupazione, delle insolvenze e della mortalità delle imprese, e possa a un certo punto costringere alcuni Paesi membri a uscire dalla Unione monetaria europea. Il punto fondamentale da comprendere è che l’attuale instabilità della Unione monetaria non rappresenta il mero frutto di trucchi contabili o di spese facili. Essa in realtà costituisce l’esito di un intreccio ben più profondo tra la crisi economica globale e una serie di squilibri in seno alla zona euro, che derivano principalmente dall’insostenibile profilo liberista del Trattato dell’Unione e dall’orientamento di politica economica restrittiva dei Paesi membri caratterizzati da un sistematico avanzo con l’estero.
Ultimo aggiornamento: 07-07-2010 16:12
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Articolo dell'Unità del 7 giugno 2010 |
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Scritto da Virgilio Dastoli
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Lunedì 07 Giugno 2010 15:36 |
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Le improvvide dichiarazioni del portavoce del governo di centro-destra hanno fatto temere che anche l'Ungheria rischiasse il default e la crisi finanziaria è tornata ad allarmare l'Europa aprendo nuovi interrogativi sulla tenuta del progetto europeo.
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Ultimo aggiornamento Lunedì 07 Giugno 2010 15:39 |
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